Stahlelm - Elmetti tedeschi della II Guerra Mondiale.

Stahlhelm M 35.

L'elmetto tedesco della II G.M. deriva dall'elmetto della I G.M., cioè dai modelli M1916, M1917 e M1918.
Durante gli anni '20 l'esercito iniziò a ridisegnare l'elmetto del periodo bellico cercando di migliorare aspetto e funzionalità. Ad ogni modo, gli elmetti bellici che non furono distrutti dal trattato di Versailles alla fine del primo conflitto mondiale, vennero utilizzati dalle forze di difesa tedesche del dopoguerra e dalla Repubblica di Weimar. All'ascesa al potere del Nazional Socialismo, dopo due anni, venne approvato lo Stahlhelm M35. Il guscio, zincato a freddo, aveva la superficie verniciata in color verde chiaro semilucido, (Apfelgrün), due decals ai due lati, (tricolore nazionale sul lato destro - Hoheitsabzeichen, Aquila Nazionale, sul lato sinistro). I due fori d'aererazione erano ricavati sempre ai lati, applicando due rivetti ribattuti all'interno dell'elmetto. Innovativo, seppur di struttura complessa, l'interno M31, composto da una banda d'alluminio fissata al guscio d'acciaio con tre rivetti in ottone, due sulla parte anteriore del guscio e uno sulla parte posteriore. Il cerchione d'alluninio, così fissato, poteva accogliere, tramite 5 "feritoie", le lamelle di metallo armonico fissate su di un anello, sempre di metallo armonico, che aveva fissata nella sua parte infeiore la cuffia in cuoio a 8 "dita".
Sul cerchione esterno, ai due lati, vi erano fissate mediante rivetti due lamiere di rinforzo in allumiunio, che sostenevano due linguette rivettate con due anelli (rettangolari ed in alluminio) per fissare il sottogola dell'elmetto.
Qui di seguito avete le foto di un M35, con un inusuale colorazione nocciola chiaro.

Gli elmetti erano fabbricati in diverse taglie, così come i loro interni. Ogni taglia poteva utilizzare un liner di due misure: ad esempio, un elmetto taglia 64 poteva avere un liner taglia 56 o 57, e così via.
Le taglie dell'elmetto erano così suddivise:
60 - Liner 52 o 53
62 - Liner 54 o 55
64 - Liner 56 o 57
66 - Liner 58 o 59
68 - Liner 60 o 61
70 - Liner 62 o 63 (raro).
Questo sistema di taglie del guscio e del liner è stato utilizzato anche per i seguenti M40 e M42.

Le varie fabbriche di elmetti, con le relative sigle di fabbricazione riportate all'interno dei gusci, erano le seguenti:
Eisenhüttenwerke -Thale - ET (ckl);
Emailierwerke AG - Fulda - EF (FS);
Vereinigte Deutsche Niklwerke - Schwerte - NS;
Quist - Esslingen - Q;
Sächsische Emailier und Stanzwerke - Lauter - SE (HKP).

Stahlhelm M40.

Con il proseguire della guerra, al fine di semplficare il processo produttivo degli elmetti, si è deciso di rimuovere il foro di aereazione a rivetto per sostituirlo con un medesimo stampato direttamente durante il processo produttivo. Inoltre, la verniciatura dell'elmetto perse la colorazione verde chiaro semilucida, per essere sostituita dal colore feldgrau opaco. Da notare che la colorazione degli M40 variava da fabbrica a fabbrica, con toni molto scuri di grigio verde a toni di grigio. Venne soppressa la decal con il tricolore nazionale, (anche se esistono alcuni primi esemplari di M40 bidecals). Anche i tre rivetti di fissaggio in ottone del liner vennero sostituiti con dei rivetti in acciaio. Da notare che gli M40 potevano risultare più spessi e quindi più pesanti degli M35, questo in special modo per quelli fabbricati dalla Quist. Il liner restò inizialmente quello in alluminio, ma venne pian piano sostituito da un liner in acciaio zincato. Anche l'anello reggisoggolo fu modificato, eliminando le lamelle di rinforzo e sostituendo gli anelli rettangolari per il soggolo in alluminio con degli altri in acciaio.

Stahlhelm M42.

Il proseguire della guerra e la maggior richiesta di elmetti fu tale che l'Esercito richiese una maggiore semplificazione nella produzione. In sostanza, la piegatura del bordo inferiore dell'elmetto, presente nei mdelli M35 e M40, dalla metà del 1942 fu sospesa, lasciando il bordo piegato verso l'esterno. Inoltre, nel 1943 venne interrotta l'applicazione della decal sul lato sinistro dell'elmetto. L'uso di vernici grigio, grigio-verde e grigio scuro mescolate ad inerti per migliorare l'occultamento visivo dell'elmetto fu una prassi comune a tutte le fabbriche.